Commenti a "Mani Pulite Rendono la Vita Felice" 
 
 
Pagina modificata il 30 agosto 2011 
 
 
Il sotto-capitolo intitolato "Mani Pulite Rendono la Vita Felice", presente nel libro "INTRODUZIONE ALL'ETICA DI SCIENTOLOGY"[1] a pag.53, contiene un concetto falso che va contro il principio del "maggior bene per il maggior numero di dinamiche" o "dell'azione più giusta". 
 
Citazione da pagina 53 del suddetto libro: 
 
"Cosa ha reso ogni Uomo un essere povero di felicità? 
 
Le trasgressioni contro i costumi della sua razza, del suo gruppo, della sua famiglia! 
 
Poco importa quali fossero o siano i costumi. È stata la trasgressione." 
 
Il concetto complessivamente espresso da questo insieme di frasi è sbagliato. 
In pratica dice che il non rispettare i costumi, qualsiasi essi siano, di una famiglia o di un qualsiasi gruppo (addirittura di una razza) porta verso l'infelicità, cosa che è falsa. Trasgredire i costumi può portare infelicità, ma non necessariamente in tutti i casi. Invece, in alcuni casi rispettare i costumi può essere un atto dannoso che porta infelicità
 
 
Il testo continua a pag.54: 
 
"Concordiamo su regole morali stabilite e poi, sconsideratamente, le trasgrediamo o "per una buona causa" le violiamo, ed ecco qua: le prime tetre sbarre dell'infelicità furtivamente appaiono alle nostre spalle. 
 
E mentre vaghiamo, commettendo ancor più trasgressioni, concordando con nuovi costumi e poi trasgredendo anche a questi, arriviamo nel luogo senza sole, la prigione delle nostre lacrime, dei nostri sospiri, delle cose che avrebbero potuto essere... l'infelicità." 
 
In questa ultima citazione si parla di "regole morali stabilite" in modo generico. 
 
 
Citazione sempre a pag.54: 
 
"L'azione mutua è la chiave di tutti i nostri atti overt[*]. Concordare su ciò che dovrebbe essere e poi rompere la promessa, completa la formula magica necessaria a una ricetta della sofferenza." 
 
[*] Overt, Atto overt: a grandi linee, azione od inazione dannosa. 
 
 
Una persona leggendo queste ultime due citazioni, per come sono scritte potrebbe anche capire che: "il violare una regola morale od un accordo porta verso l'infelicità", un concetto quest'ultimo che non sempre è vero. 
Anzi, in certi casi rispettare un'accordo, una promessa od una regola morale, è un atto dannoso. È il principio "del maggior bene" o "dell'azione più giusta" a decidere quando qualsiasi azione o inazione è dannosa. 
 
 
 
 
ALCUNI ESEMPI IN CUI RISPETTARE UNA REGOLA MORALE, UN COSTUME, UN ACCORDO O UNA PROMESSA, È UN ATTO DANNOSO 
 
Una famiglia può avere "il costume" di buttare cartacce ed altra spazzatura dalla finestra della propria abitazione. Tutti sono d'accordo nel farlo. Ma poi uno dei figli non approva più la cosa, e si sente un po' in colpa ogni volta che viene invitato a fare questo. 
 
Una famiglia giudica male le persone di colore, è razzista. Tutti insieme hanno più volte parlato male ingiustamente delle persone di colore. Ma un giorno una delle figlie di questa famiglia conosce a scuola una ragazza di colore e, constata che è una brava persona e ne diventa amica. Alla fine dopo un travaglio interiore, capisce che quello che pensava e faceva prima era sbagliato, e che continuare a parlare male a sproposito delle persone di colore la farebbe sentire male. 
 
Una ditta (un tipo di gruppo) può avere l'usanza di emettere meno scontrini fiscali possibili, ma alcuni impiegati nonostante all'inizio abbiano concordato sul fare ciò, sanno che non è giusto e si sentono nervosi ogni volta che pensano a questo. 
 
In un gruppo di spacciatori di droga, tutti i suoi membri hanno giurato di non tradire mai gli altri membri rivelando nomi o fatti legati alla loro attività. Ma uno di questi, vedendo i tossicodipendenti che si rovinavano, vuole trasgredire questo giuramento e denunciare il tutto, anche a rischio di finire lui stesso in prigione. 
 
Un popolo ha il costume di praticare la clitoridectomia[*]. Ma in esso può esserci una madre che pensa che è una cosa senza senso e brutale, e permettere che questo venga attuato su sua figlia la farebbe sentire in colpa. Costume o non costume, non vuole avere una figlia rovinata e la coscienza sporca. 
[*] Clitoridectomia: atto rituale che consiste nell'asportazione della clitoride. 
 
In un'epoca passata, un'impero considera che la schiavitù sia una cosa buona, ed ha regole morali che dicono che è giusto possedere schiavi, è giusto che gli schiavi debbano lavorare in cambio di solo vitto e alloggio, ecc. Ma alcuni dei suoi abitanti che all'inizio erano d'accordo su queste regole sulla schiavitù, cambiano idea, e per una buona causa le trasgrediscono e liberano quanti più schiavi è possibile. Si sentono fieri per questo. 
 
 
 
 
MA È GIUSTO RISPETTARE UN COSTUME, UNA REGOLA MORALE, UNA PROMESSA O UN ACCORDO ? 
 
Questo va deciso caso per caso. 
 
Ci sono costumi, regole morali, promesse o accordi che possono essere giusti o sbagliati. 
In linea generale, il costume, la regola morale, la promessa o l'accordo, non va seguito da una persona se questa ritiene, secondo la sua coscienza, che il seguirlo sia non etico. Naturalmente deve assumersi la responsabilità per questa sua inosservanza. 
 
Le regole morali ed i costumi possono essere sbagliati sia in generale che in alcune situazioni. Quando ci si accorge di ciò bisogna attuare le necessarie eccezioni e modificare o far modificare la regola morale o costume quanto prima. Questo comporta il dover raccogliere prima le informazioni necessarie e sufficienti per farlo. Attuare eccezioni o modificare la regola morale può essere un compito facile o arduo a seconda dei casi, e perciò bisogna agire in modo adeguato alla situazione. 
 
Però gli accordi, le promesse e le regole in generale possono essere utili anche perché permettono di lavorare insieme per raggiungere uno scopo. Due o più persone possono accordarsi sull'agire insieme e raggiungere obiettivi che la singola persona non può raggiungere. E grandi gruppi organizzati possono fare grandi cose. 
Questo è uno dei fondamenti su cui poggia qualsiasi famiglia, gruppo, società o nazione. 
In questo caso, quando si rompe un accordo, generalmente si ostacola il raggiungimento dell'obiettivo del gruppo. 
 
Gli accordi e le promesse servono anche per fare qualcosa di positivo verso altri. La promessa del meccanico "Ti consegnerò l'auto alle 16:00" permette al cliente che riceverà l'auto di organizzarsi su quello che dovrà fare. Se il meccanico non rispetta la promessa, rischia di scombussolargli i suoi piani. Quindi, se possibile ed è corretto farlo, bisogna cercare di mantenere promesse ed accordi. 
 
Ma sarebbe criminale da parte del meccanico consegnare un'auto con i freni mal sistemati, SOLO PER MANTENERE LA PROMESSA FATTA. In quel caso è un dovere non mantenere la promessa e consegnare successivamente l'auto con i freni perfettamente funzionanti. 
 
Comunque, quando una persona vìola una promessa senza un valido motivo, potrà sentirsi non a posto con la sua coscienza. E la stima che gli altri avranno di lei ne potrà risentire. 
 
 
 
 
RISPETTARE IL COSTUME IN CONFRONTO COL SEGUIRE "IL MAGGIOR BENE" O "L'AZIONE PIU' GIUSTA" 
 
Ron Hubbard erroneamente pone sullo stesso piano costumi buoni e cattivi. Non mantenere qualsiasi costume diventa "negativo". Incredibilmente non parla del seguire il "maggior bene per il maggior numero di dinamiche" o dell'azione più giusta scelta in quel momento, come strada di riferimento verso la felicità. 
 
È come se ponesse implicitamente il costume ad un piano superiore al "maggior bene" ed alla azione più giusta valutata e decisa secondo la situazione. 
 
Mantenere una promessa o un accordo, osservare una regola morale o seguire un costume, sono solo azioni, degli strumenti per raggiungere degli scopi. Ed in certi casi l'osservare tali promesse, accordi, regole morali e costumi, può far conseguire obiettivi diversi da quelli intesi originariamente. 
 
Il "maggior bene" o "l'azione più giusta" che sono determinati volta per volta per la situazione esaminata, sono il riferimento personale per ciò che è giusto o sbagliato. Non va bene rispettare promesse, accordi, regole morali e costumi, se si ritiene dannoso farlo. 
 
Seguire "il maggior bene" o "l'azione più giusta" è superiore al rispettare qualsiasi accordo, promessa, regola morale o costume. 
 
 
 
 
INTRAPPOLAMENTO 
 
 
Tramite eccessiva importanza a costumi e regole morali 
 
Quando una persona dà eccessiva importanza al dover rispettare i costumi e le regole morali di un gruppo, può essere intrappolata. Può essere cioè portata a fare atti dannosi per NON VIOLARE I COSTUMI E LE REGOLE MORALI DEL GRUPPO. E quindi un modo per rendere le persone intrappolabili è far sì che diano un'importanza eccessiva a questo dovere
 
Se una persona si ribella e non vuole rispettare una regola morale od un costume perché lo ritiene ingiusto (in quella situazione od in generale), allora il "conservatore" che sostiene la regola morale o il costume a tutti i costi e vuole domare "il ribelle": 
1) Cerca di dimostrargli perché la regola morale o il costume è giusto, ma se non riesce a dimostrarlo e vede che invece è il ragionamento del "ribelle" che può essere giusto, allora gli può dire che: 
2A) Il gruppo segue dei costumi, e se lui vuole rimanere in armonia con esso, deve adeguarvisi. Oppure 
2B) Gli ricorda che lui fa parte di un gruppo, il gruppo ha delle regole, e queste devono essere rispettate. 
 
In questo caso il "conservatore" preferisce L'IMMODIFICABILITÀ della regola morale o del costume, rispetto al ragionamento ed ai nuovi dati. Per il "conservatore" sarebbe invece corretto analizzare bene il problema prendendosi tutto il tempo necessario, e quindi eventualmente ammettere la nuova verità trovata ed agire di conseguenza
 
 
Tramite eccessiva importanza ad accordi e promesse 
 
Anche quando una persona dà eccessiva importanza all'accordo o alle promesse in generale, può essere intrappolata. Può essere cioè portata a fare atti dannosi PER NON ROMPERE L'ACCORDO DATO O LA PROMESSA FATTA. E quindi un modo per rendere le persone intrappolabili è far sì che diano un'importanza eccessiva all'accordo o alla promessa intesi in senso generale.  
 
Dopo aver fatto questo, intrappolare qualcuno diventa più facile: 
1) Prima, tramite pressioni ed altre tattiche si spinge la persona a promettere o a dare un accordo di qualche tipo;  
2) poi se la persona successivamente vorrebbe tirarsi indietro, si cerca di vincolarla ricordandole che non può farlo perché ha dato l'accordo. 
 
Hai mai sentito dire la frase "TU HAI DATO L'ACCORDO..." ? 
 
E così a volte può succedere che una persona possa rovinare se stessa e/o altri lavorativamente, personalmente, sentimentalmente, economicamente, ecc., solo perché la persona ormai "HA DATO L'ACCORDO" o "HA PROMESSO".  
Ma questa persona può usare il principio del "maggior bene" o "dell'azione più giusta" per sapere se è corretto o meno mantenere l'accordo dato o la promessa fatta. 
 
 
Curiosità 
 
Questi metodi di intrappolamento possono essere usati anche da una qualsiasi e comune banda di criminali (ladri, spacciatori di droga, ecc.) per rendere più compatte le loro fila ed ostacolare il ravvedimento dei suoi membri. 
O anche da chiunque voglia far compiere delle azioni sbagliate a qualcuno. 
 
 
 
 
IPOTESI 
 
È stato un caso che Ron Hubbard abbia scritto questo pezzo in maniera così errata? 
È stata una svista il fatto che lui abbia omesso di parlare del "maggior bene" o della "scelta ragionata in base alla situazione" come guida verso la felicità? 
 
Oppure è stata una scelta oculata, nel senso che Ron Hubbard sapeva che lo scritto era errato, ed è stato fatto così anche per fare in modo che più difficilmente gli scientologist violassero i costumi e le regole di Scientology? 
 
 
 
 
CONCLUSIONE 
 
Seguire i costumi o rispettare gli accordi, le promesse e le regole morali, a seconda dei casi può rendere la vita infelice o felice. 
 
Sta alla persona, in base al proprio giudizio ed al proprio senso etico, decidere volta per volta: 
quale accordo, promessa, regola morale e costume non rispettare e quale rispettare. 
 
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Nota bene: nessuna parte in questo scritto può essere intesa come un invito od una giustificazione al violare una legge di uno Stato o di una autorità, né tratta situazioni riguardanti la legge, lo Stato, un'autorità od i suoi rappresentanti. 
 
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Riferimenti: 
 
[1] INTRODUZIONE ALL'ETICA DI SCIENTOLOGY, di L. Ron Hubbard, edito da New Era Publications International ApS, copyright 1998, 2007; oltre 513 pagine.